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LE STRUTTURE RICETTIVE DI
CALTAGIRONE E DINTORNI |
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Caltagirone sorse
su una cima, alta 611 metri dei Monti Erei che,
dal centro della Sicilia, si sviluppano verso
sud-est. La città si estese per le pendici a
mezzogiorno di tale altura e verso un
promontorio a levante di essa (S. Giorgio ), per
poi propagarsi ed avvolgere,
con le sue abitazioni un'altra collina adiacente
( S. Francesco d'Assisi),meno alta, a cui fu
collegata da un grandioso ponte. La città, che
attualmente conta circa 50.000 abitanti è la
seconda, dopo il capoluogo della provincia di
Catania, da cui dista 76 Km, per la strada
rotabile e 91 Km per ferrovia.È indubbia
l'origine antichissima di Caltagirone. Numerosi
reperti e documenti numismatici ed artistici la
rivelano come una delle antiche città Sicane o
Siculo o Greco-SicuIe. Infatti, nel suo
territorio, si sono rinvenute monete
antichissime greche, siculo, siracusane,
agrigentine, gelesi, leontine, mamertine,
catanesi, selinuntine, nassesi, puniche e
cartaginesi, oltre al ricco materiale
archeologico, di cui molto si trova presso il
Museo Archeologico di Siracusa e presso il Museo
Civico o il Museo della Ceramica di Caltagirone.
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Dal
1 novembre 2010 al 6 Gennaio 2011
I PRESEPI DI CALTAGIRONE
La Città di Caltagirone presenta al turista la
possibilità di visitare più di 30 Presepi.
Ognuno di essi, diverso per tipologia ed
ambientazione, offre al visitatore ricordi ed
emozioni.
ELENCO GENERALE
DEI ”PRESEPI
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CALTAGIRONE INVITO NATALE 2010
“Amici del Favo” e i presepi a
Caltagirone: una presenza ed una
certezza
L’Associazione “Amici del Favo”, a pochi
mesi da un momento speciale come il
Natale, rinnova l’ invito a vivere
insieme ai soci dell’ associazione lo
spirito natalizio attraverso la visita
dei propri presepi.
Quest’ invito vuole essere il mezzo
tramite cui, MIichele Perniciaro
presidente dell’ associazione e i soci
di questa dicono GRAZIE.
Un grazie a coloro che conoscono da anni
i nostri lavori e li hanno ammirati e
continuano a farlo;
PROGRAMMA |
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La scala illuminata
24-25 lug. e 14-15 ago. • Caltagirone
(CT) |
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Ogni
anno, per due volte, tra il 24 e il 25
luglio e tra il 14 e il 15 agosto, le
sere di Caltagirone vengono animate da
uno spettacolo di grande suggestività:
la scala illuminata.
In occasione dei festeggiamenti in onore
di San Giacomo, patrono della città, il
cuore del paese etneo, riconosciuto
patrimonio dell’umanità dall’Unesco,
diventa un teatro a cielo aperto. Giochi
di luci illuminano i 142 gradini della
Scala di Santa Maria del Monte, rendendo
le sue maioliche un vero e proprio
arazzo di fuoco. A donare le
caratteristiche sfumature cromatiche ai
fuochi, sono i tradizionali “coppi” in
carta multicolore, dentro i quali ardono
i lumi alimentati da oltre cinque
quintali di olio d’oliva. La loro
collocazione, conosciuta come
“chiamata”, è affidata ai componenti
della famiglia Russo ormai da
generazioni. Alle 21,30 del giorno della
festa, la Scala piomba nel buio.
Poi, al fischio del “capomastro”, la
gente che si assiepa lungo i gradini
accende con appositi stoppini i circa
quattromila lucignoli, trasformando la
Scala in un grande tappeto di luci e
colori. Ulteriori
informazioni |
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LA FESTA PATRONALE DI SAN GIACOMO
APOSTOLO
25 luglio e 1 agosto |
La
Festa di San Giacomo” costituisce il
momento in cui tutta la città rende
omaggio al Santo Patrono.
San Giacomo apostolo venne proclamato
“Protettore della Città di Caltagirone”
dal Conte Ruggero il Normanno nell’anno
1090 a seguito della vittoria sui
Saraceni che avvenne il 25 luglio di
quell’anno, nel giorno della festa
religiosa.
Egli fece erigere la Basilica dedicata
al Santo fuori dalle mura verso ovest,
dove tutt’oggi è ubicata. Il disastroso
terremoto del 1693 distrusse quasi per
intero la Chiesa che venne prontamente
restaurata.
Si narra che in quella occasione il
popolo si fosse portato nella basilica
che subì forti danni, ma che conserva
ancora oggi completamente integra la
cappella che custodiva la “Cassa
Argentea ed il Fercolo del Santo”.
Ecco perché la tradizione vuole che San
Giacomo oltre ad aver salvato la Città
dalle varie dominazioni, la preservi
ancora oggi dai “terremoti”. Ulteriori
informazioni |
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